EXCALIBUR 133 - ottobre 2021
in questo numero

I terroristi del Tigr e il servilismo istituzionale

Breve storia del terrorismo slavo anti-italiano

di Alessio Dettori
<b>Sergio Mattarella</b> e <b>Borut Pahor</b>
Sergio Mattarella e Borut Pahor
Nell'articolo riguardante la Strage di Vergarolla, facevo riferimento alla riabilitazione dei terroristi jugoslavi del Tigr, ma pochi sembrano conoscere la storia di questa organizzazione terroristica.
Tigr è l'acronimo di Trst-Istra-Gorica-Reka (i nomi in lingua slovena di Trieste, Istria, Gorizia e Fiume), ma il nome completo dell'organizzazione era: "Revolucionarna organizacija Julijske krajine T.I.G.R." (in italiano: Organizzazione Rivoluzionaria della Venezia Giulia T.I.G.R.).
Nata nel 1924 inizialmente come organizzazione di tipo propagandistico, dopo la chiusura delle organizzazioni politiche e culturali slovene continuò la sua esistenza in clandestinità.
L'organizzazione era di tipo nazionalistico slavo, avversa al fascismo (ma più all'Italia in generale) a causa anche del fatto che il Regno d'Italia in quel periodo cercava di italianizzare del tutto quelle zone ottenute dopo la vittoria nella Prima Guerra Mondiale.
La questione dell'italianizzazione va contestualizzata in un periodo dove quelle terre storicamente italiane erano finalmente tornate all'Italia, portando a compimento il processo risorgimentale iniziato sessant'anni prima.
È doveroso anche ricordare che quanto veniva fatto dall'allora governo italiano era in parte causato da decenni di tentativi di deitalianizzare forzatamente quelle zone, a danno della popolazione italiana presente in quei territori da secoli, da parte di chi controllava quelle terre prima della Grande Guerra.
Inoltre, moltissime accuse di persecuzione a danno delle minoranze slave, mosse contro il Regno d'Italia dopo la Prima Guerra Mondiale, si sono rivelate essere ingigantite, distorte e in alcuni casi inventate di sana pianta come propaganda anti-italiana (vedesi il falso storico, sbandierato ancora oggi dalla sinistra, del famigerato "Manifesto degli squadristi di Dignano").
L'organizzazione terminò l'attività nel 1941, quando l'Italia e la Germania invasero la Iugoslavia dopo il colpo di stato messo in atto da militari filo britannici (non dimentichiamo che il Regno di Iugoslavia era entrato in guerra come alleato di Italia e Germania pochi giorni prima e l'invasione fu una conseguenza del colpo di stato).
Dopo l'invasione, i membri del Tigr si divisero tra coloro che entrarono nelle formazioni partigiane (quindi di tipo comunista) e coloro che preferirono collaborare con i servizi segreti britannici, in quanto non si rispecchiavano negli ideali comunisti (non dimentichiamo che l'organizzazione era anche di tipo nazionalista), infatti costoro, dopo la guerra, non ebbero più alcuna importanza in Iugoslavia proprio a causa delle loro posizioni nazionaliste.
Negli anni in cui erano operativi, soprattutto tra il 1927 e il 1932, questi terroristi pianificarono degli attentati a danno della popolazione italiana: attentati dinamitardi, omicidi, distruzione di depositi dell'esercito italiano, incendi di scuole e asili italiani, e altro ancora.
Solamente dopo l'attentato alla redazione del giornale "Il Popolo di Trieste", nella quale restò ucciso il redattore Guido Neri, le autorità italiane scoprirono l'esistenza di questa organizzazione.
Successivamente vennero arrestati alcuni di questi attentatori e per combattere queste attività terroristiche venne istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato.
Durante il "primo processo di Trieste" (dal 1 al 5 settembre del 1930), quattro membri del Tigr vennero condannati a morte (gli venne dedicato un cippo negli anni successivi) e altri 12 membri subirono delle severe pene detentive.
Ma tornando ai giorni nostri, nel luglio 2020, in occasione del Centenario dell'incendio del Narodni dom e la consegna dell'immobile alla comunità slovena di Trieste (questione sulla quale non mi soffermo oltre), c'è stato l'incontro tra il presidente sloveno, Borut Pahor, e il presidente italiano, Sergio Mattarella.
Entrambi sono andati a omaggiare, mano nella mano, i due monumenti presenti a Basovizza: la tristemente famosa foiba di Basovizza e il già citato cippo dedicato ai quattro membri del Tigr, fucilati nel 1930 in quanto giudicati e condannati come terroristi.
Il gesto del Presidente della Repubblica italiana non si può considerare di tipo riappacificatore, in quanto i membri del Tigr erano dei terroristi che causarono la morte di persone innocenti.
Non si può considerare riappacificazione quando si scende a compromessi (per visitare la foiba, Pahor ha preteso come condizione l'omaggio davanti al cippo) per avere in cambio una semplice presenza davanti a una foiba (cosa tutt'ora sminuita e giustificata dai governi dei vari stati che facevano parte della Iugoslavia di Tito e che continuano a omaggiarne la memoria).
Ciliegina sulla torta: sempre nel luglio 2020 il presidente Mattarella ha insignito l'ultracentenario scrittore sloveno Boris Pahor (noto negazionista delle foibe) con l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e, nonostante questa onorificenza, l'anziano scrittore non ha perso occasione per rincarare la dose, negando per l'ennesima volta il dramma delle foibe, sicuramente cosciente del fatto che l'onorificenza non gli sarebbe mai stata revocata da una Repubblica Italiana che preferisce chiedere scusa per torti mai commessi e allo stesso tempo non fa mai valere le proprie ragioni.
Oltre al danno, pure la beffa.
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