EXCALIBUR 70 - ottobre 2012
in questo numero

Dalla democrazia alla partecipazione sociale consapevole

I cittadini devono riappropriarsi delle loro vite e del loro futuro, ricercando nuovamente la qualità della vita e dell'attiva partecipazione politica

di Salvatore Sirigu
L'unione sociale per la crescita dela Comunità
Sì, basta con questa che chiamano democrazia. Facciamo partecipare alla vita politica i soggetti che costituiscono la Comunità. In parlamento devono entrare le categorie sociali, ovvero coloro che rappresentano le diverse istanze ideali e materiali.
L'unico modo per dare sintesi alle nuove esigenze della vita moderna è rappresentato dalla previsione di una camera delle istanze generali e una delle categorie.
La vita moderna ha infatti messo a dura prova il cosiddetto "sistema democratico", giungendo a trasformarlo contemporaneamente in sistema di tutela dei parassiti, includendo tra questi i gestori del sistema finanziario.
Bisogna avere il coraggio di tradurre in opzione politica la volontà di molti cittadini di riappropriarsi delle loro vite e questo lo si può fare soltanto realizzando azioni concrete con riferimento al debito pubblico, al lavoro, alle tasse e alla qualità della vita del singolo.
Una parola sull'Europa. È necessario avere una Europa unita all'interno di questo mondo multipolare dove manca un'unica superpotenza. È necessario però che l'Europa ripensi sé stessa. Questa Europa della finanza, dei mercati che giocano, delle parole vuote in conferenza stampa dei suoi rappresentanti è da cancellare al più presto. L'Europa sarà unita solo se le vite dei suoi abitanti saranno vite condivise a livello sociale, culturale e spirituale. La chiave per l'Europa dei Popoli non è la sua moneta ma il suo Dna di tradizione e modernità.
Respingere questa Europa-mostro ci permetterebbe di ridefinire la nostra identità di popolo italiano attualmente sotto il torchio dei poteri della finanza e dei poteri più o meno occulti.
Oh, l'Italia!!! Una classe dirigente che interpretando i bisogni primari del suo popolo, sappia, con la mano ferma, spezzare le catene che lo opprimono. Sono le catene del consumismo, delle decisioni assunte da poteri non legittimati dalla scelta dei cittadini, sono le catene che impediscono ai giovani di guardare al futuro e che favoriscono la negazione dell'importanza del senso di appartenenza.
Hanno usato il termine democrazia per far passare come virtuosa ogni nefandezza, hanno usato il voto. È necessario uscire dall'equivoco posto dal termine "democrazia". L'unico modo è non usare più questo vocabolo per definire la libertà o la partecipazione libera ed eguale degli elettori-cittadini.
L'unico sistema che tutela il singolo e la comunità è quello caratterizzato dalla partecipazione sociale consapevole.
Partecipazione, perché bisogna attivare i cittadini a organizzarsi per valutare le scelte più consone alla loro vita reale; sociale, perché la classe dirigente deve essere direttamente rappresentata anche dagli appartenenti a tutti i lavori, manuali, intellettuali e artistici; consapevole, perché il cittadino non solo partecipi direttamente alle decisioni che lo riguardano, ma sia attivo e conscio sostenitore della loro fase di attuazione.
L'Italia cambia se ciascuno di noi permette il cambiamento. Meglio volare alto che sorvolare le paludi. È tempo di scossa tellurica, è tempo di perdere qualcosa oggi ma di guadagnare molto domani mattina.
Chi può, osi!
tutti i numeri di EXCALIBUR
VICO SAN LUCIFERO