EXCALIBUR 25 - marzo 2001
in questo numero

Haider non vale un Castro!

di Fabio Meloni
Alcune novità di questi giorni mi consentono di aggiornare un intervento già fatto su "Excalibur" qualche mese fa (vedi Excalibur 21, n.d.r.).
Non sono un appassionato di fantascienza e non mi entusiasmo neanche per la fantapolitica. Ma per qualche riga voglio sperimentarne un surrogato, stimolato da una notizia che ho appreso dal quotidiano "L'Unione Sarda" e riportata con una certa evidenza. Il cavalier Gianni Musiu, fondatore del "Museo Sa Dom'e Farra" di Quartu Sant'Elena, sarà ricevuto a marzo dal presidente cubano Fidel Castro, portando in dono le launeddas e la navicella nuragica, come segno di fratellanza tra Italia e Cuba.
Prudentemente, però, svolgerò la spericolata esercitazione di fantapolitica - al fine di evitare danni morali e materiali a terzi - sulla mia persona, immaginando quindi che il signor Fabio Meloni (la strada per il cavalierato è ancora lunga...) abbia meritato di essere ricevuto dal governatore della Carinzia Jörg Haider, portando in dono pardule e bronzetti nuragici, come segno di fratellanza tra le due Regioni europee.
Quale risalto avrebbe avuto simile notizia sui quotidiani nazionali e regionali? Quali polemiche si sarebbero scatenate intorno a questo avvenimento? Quante strade occupate e quante auto bruciate avremmo dovuto registrare? Quale dolciario sarebbe stato disponibile a vendere i suoi prodotti, inevitabilmente destinati alle pericolose fauci dell'Austriaco?
Tempo fa, la visita di Haider al Papa ha consentito di collezionare "pacifici" cortei di protesta con molotov, caschi e spranghe, "brucianti" manifestazioni di piazza, "incidenti" tra auto parcheggiate e ben ferme, "titoli cubitali" sui giornali con migliaia di righe partorite da intellettuali sempre pronti a stracciarsi le vesti, in perenne gara a chi riuscisse a esprimere la più sprezzante condanna dello sgradito ospite. Tutto perfettamente confezionato e organizzato, secondo un copione ben studiato ed esercitato con classe contro il mostro di turno.
Ancor prima proprio in Sardegna tutt'altro scenario: manifestazioni festanti, ricevimenti, congratulazioni, conferenze stampa, con annessi baci e abbracci calorosi, per l'arrivo in Sardegna di Luis Gonzales Ricardo, sindaco della capitale caraibica L'Avana, venuto in Sardegna per intrecciare rapporti turistici tra Cuba e la nostra isola. Adesso un simile entusiasmo per l'incontro del cavaliere sardo col Presidente cubano. Aggiungo la precedente visita di Fidel Castro al Papa, ma - se la memoria non mi inganna - nessuna traccia di proteste da parte dei tenaci e assoluti difensori della democrazia, a loro dire costantemente in pericolo per le "gite haideriane".
In realtà Haider non mi ha mai invitato e non sono mai stato in Carinzia - peraltro neanche a Cuba - ma non ho mai sentito parlare di celle che in quella regione austriaca pullulino di oppositori del governo di Vienna o, peggio ancora, del F.P.O. (il partito di Haider). Per contro, non scommetterei ingenti somme sul fatto che si possa affermare altrettanto per le carceri governate da Fidel Castro, signore assoluto di Cuba, leader dichiaratamente comunista, che - oltre a non curarsi troppo dell'alimentazione dei suoi amministrati - per mantenere il proprio potere sull'isola caraibica mai ha pensato di transitare attraverso il voto popolare, come le cronache dicono essere avvenuto in Austria.
Un caso emblematico di "due pesi e due misure", un tipico esempio di politically scorrect, più semplicemente l'ennesima prova che quella cultura sinistra - che tanto si è allarmata per la richiesta di una cultura libera contro la faziosità dei libri di testo scolastici - seppure abbia vinto la famigerata "guerra delle parole" e goda di questo consistente vantaggio, non è disponibile ad accettare il confronto, utilizzando senza scrupoli, con estrema demagogia, lo strumento della demonizzazione dell'avversario. Un gioco facile perché con l'epiteto "nazista" - che, come tutti sanno, fa riferimento al regime al quale sono attribuiti almeno 6 milioni di vittime di origine ebraica - si può oscurare qualsiasi dibattito, mettendo a tacere chiunque riceva questo grave e pesante insulto che resta come un'indelebile macchia sulla coscienza politica. Invece, "comunista" - in questo caso, come molti fanno finta di non sapere, si fa riferimento all'ideologia che ha responsabilità accertate per oltre 85 milioni di morti - resta una delle tante connotazioni politiche, seppure sempre meno di moda, un'innocua ideologia che può generare partiti e movimenti in tutto il mondo e addirittura governare importanti nazioni.
A chi risultasse sconosciuto il nome di Pascal Fontaine, basti un titolo, "Il libro nero del comunismo", dove lo storico francese dedica all'isola dei Caraibi ben sedici pagine, ricordando che dal 1959 oltre 100.000 Cubani sono stati avviati ai campi di lavoro o in prigione, oltre 15.000 sono stati fucilati e ancora oggi (secondo "Amnesty International") i prigionieri politici sarebbero ben più di 1.000.
Ma, nonostante tutto, per i sinistri Haider non vale un Castro.
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