Sopra: Enrico Berlinguer (Sassari 1922 -
Padova 1984)
Sotto: l'interessante volume di Antonio
Padellaro sui rapporti tra Almirante e
Berlinguer
È stato uno dei politici che maggiormente hanno segnato la discontinuità. A lui si deve l'avvio del processo di distanziamento dei comunisti italiani dall'Unione Sovietica, in nome di un modello alternativo: "la via italiana al socialismo". A lui si deve il "compromesso storico", il difficile tentativo (per quegli anni) di realizzare un'alleanza stabile di governo tra comunisti, socialisti e cattolici democratici. A lui si deve la ferma volontà di porre al centro dell'agenda politica la "questione morale" come grande questione attinente all'essenza della democrazia e del buongoverno (e quindi la critica ai metodi e ai contenuti della gestione del potere a opera dei partiti italiani).
Enrico Berlinguer, a 37 anni dalla morte, fa ancora riflettere. La sua popolarità, in particolare negli anni della segreteria (17 marzo 1972 - 11 giugno 1984), era il frutto di un reale consenso tra ampie fasce della popolazione. Per il suo rigore e la sua correttezza era rispettato anche dagli avversari. Ai suoi funerali, tenuti a Roma, parteciparono anche Giorgio Almirante e Pino Romualdi che, all'epoca, ricoprivano rispettivamente la carica di segretario e presidente del Movimento Sociale Italiano.
Almirante si era messo in fila nel lungo cordone formato da militanti e cittadini che sotto il sole avanzava lento e ordinato per rendere omaggio alla salma del leader politico.
Lo riconobbe Giancarlo Pajetta che si avvicinò con garbo invitando l'avversario politico a seguirlo per evitare un'attesa che sarebbe durata diverse ore. Almirante, uscendo da Botteghe Oscure (allora sede del Pci), disse: «
Sono venuto a rendere omaggio a un uomo da cui mi ha diviso tutto ma che ho sempre apprezzato e stimato». Questo gesto rappresentava un modo nobile di intendere la politica, di cui oggi, nell'era dei social e dell'insulto mediatico, non rimane alcuna traccia.
In realtà, il rapporto tra i due leader politici era assai risalente nel tempo. Secondo Paolo Buchignani ("Fascisti rossi - Da Salò al Pci, la storia
sconosciuta di una migrazione politica - 1943-1953"), negli anni Cinquanta, quando era segretario nazionale dei giovani comunisti, Berlinguer organizzò a Roma qualche dibattito con i giovani neofascisti evidenziando: «
Ambedue lottiamo per l'Italia e per le riforme sociali e non per i vecchi gerarchi riaffioranti o per la classe dirigente Dc».
Antonio Padellaro, nel libro "Il gesto di Almirante e Berlinguer", ci informa che i due "acerrimi nemici", tra il 1978 e il 1979, si sarebbero incontrati segretamente da quattro a sei volte in una stanza all'ultimo piano di Montecitorio, per scambiarsi informazioni riservate e per concertare - nel supremo interesse della nazione - una strategia comune contro il terrorismo (di destra e di sinistra) che, in quegli anni, imperversava.