EXCALIBUR 108 - luglio 2019
nello Speciale...

Le tre figure di spicco del fascismo sassarese - Gavino Pinna

Gavino Pinna, ex senatore del Msi
Dal Partito Fascista Repubblicano di Sassari emersero tre personaggi che nel dopoguerra assursero a ruoli importanti non solo in Sardegna, ma anche a livello nazionale. Di questi solo uno conservò le proprie posizioni politiche sino alla fine dei suoi giorni: Gavino Pinna.
Gavino Pinna nacque ad Alghero il 1º luglio del 1917. Laureatosi a Sassari nel 1941 in giurisprudenza, subito dopo partì volontario per la guerra, ma lasciamo a lui il racconto della sua esperienza militare e politica in una intervista rilasciata al periodico cagliaritano "Excalibur" negli anni '90: «Dovevo laurearmi nella sessione autunnale del 1940, ma affrettai i tempi: mi laureai a giugno e feci immediatamente domanda di arruolamento come soldato semplice. Fui arruolato nel marzo del '41 e inviato a Siena per un periodo di istruzione. Qui aderii a una lettera che era stata inviata a Benito Mussolini, con la quale io e un gruppo di altri compagni chiedevamo di essere inviati immediatamente al fronte, in zona di operazioni. Partii con i miei compagni.
Ci imbarcammo a Napoli nel maggio del '41 con destinazione Africa settentrionale, ma la nave che ci doveva trasportare in Libia, il Conte Rosso, fu silurata e affondò, morirono circa 1.800 soldati e persi molti cari amici. Mi salvai e ripartii nell'agosto del 1941.
Giunsi a destinazione, questa volta, e combattei nel IX battaglione carri armati fino al dicembre '41, quando fui ferito. Ritornai a casa, a Sassari, e fui immediatamente chiamato nella Federazione fascista e nominato segretario del G.U.F.. E, immediatamente dopo, nel '42 mi pare, diventai direttore di "Intervento", il giornale del G.U.F. di Sassari.
Attorno a questo quindicinale, che comunque era uscito qualche anno prima, si raccolse un gruppo di universitari, tutti molto giovani, che diedero vita a un movimento che si segnalò subito per l'impegno e il buon livello culturale raggiunti nella stampa di tutta Italia. Su "Intervento" scrissero giovani che poi diventarono punti di riferimento nella vita culturale sassarese, come Aldo Cesaraccio, Giuseppe Melis Bassu, Antonio Simon Mossa, Antonio Pigliaru e altri.
Quando cadde il fascismo ci fu uno squagliamento generale, tranne che per il gruppo che la pensava come la pensavo io e che diede vita al Comitato Regionale Fascista, composto da me, Antonio Pinna, Giovanni Tanda, Vincenzo Scanu, Cesare Belardi, Pino Cardi Giua, Giovanni Russo (noto Ninni), Carlo Bologna, Giuseppe Putzu (noto Pepenzo), Giordano Benetti e Ugo Mattone, quest'ultimo poi diventò scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista col nome di Ugo Pirro. E diventò anche comunista.
Per un certo periodo riuscimmo anche a diffondere un giornale clandestino, "La Voce dei Giovani", che stampavamo a casa di Ninni Russo con un metodo ingegnosissimo: se avessimo usato un ciclostile ci avrebbero scoperti subito. Comunque, stabilimmo di prendere contatti con la R.S.I. e decidemmo di inviare al Nord dei documenti in cui si dava conto di quello che stavamo facendo a Sassari.
Li doveva portare Pepenzo, questi documenti, perché abitava a Olbia e quindi si trovava in una condizione di vantaggio rispetto a noi che non avevamo le conoscenze necessarie per riuscire a trovare qualcuno disposto a traghettarci oltre il mare. Pepenzo riuscì a trovare una motobarca e a partire da Olbia, ma in alto mare la barca venne intercettata da un'unità della Marina britannica, venne perquisita da cima a fondo, furono trovati i documenti e noi finimmo tutti in galera, tranne Ugo Mattone, che rimase latitante fino all'amnistia del 1946.
Per anni mi sono chiesto se gli Inglesi fossero andati a colpo sicuro...
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Nel 1944 Gavino Pinna fu arrestato insieme a molti altri. Scontò la sua pena prima nel carcere di Oristano (dove si moriva letteralmente di fame) e poi in quello di Alghero. Ebbe come compagno di cella Antonio Pigliaru, il futuro intellettuale della sinistra isolana, nei confronti del quale avrebbe sempre nutrito una stima incondizionata e un sentimento, ricambiato, di amicizia sincera. Liberato nel 1946 in seguito all'amnistia "Togliatti" partecipò alla fondazione del Msi nel 1947.
Ne divenne leader quasi subito, ricoprendo più volte la carica di segretario provinciale. Nel 1949 fu eletto consigliere regionale nella prima legislatura della Regione Sarda. Fu riconfermato nella II (1954), nella III (1959) e nella IV (1963). Fu quindi eletto senatore (1963-1968) e rieletto consigliere regionale nella VI legislatura(1969-1974). Continuò a far politica facendo anche il consigliere comunale di Sassari sino alla fine degli anni '80. Morì a Sassari il 26 dicembre 1994.
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