EXCALIBUR 65 - luglio 2011
in questo numero

"Il Timone": quando i cattolici snudano la spada

La giustizia divina segue spesso percorsi diversi da quella terrena

di Angelo Abis
La copertina del n. 102 de "Il Timone"
È la solita mattina luminosa di un 28 aprile cagliaritano.
Ci ritroviamo in una cappella laterale della chiesa di San Giacomo. Come tutti gli anni presenziamo al rito religioso in memoria di Mussolini e dei caduti della R.S.I. che l'amico Paolo Camedda promuove e organizza con rara costanza e perizia.
Partecipo volentieri e non solo, diciamo così, come "simpatizzante" di tutti quelli che, in quella brutta stagione della nostra storia, hanno chiuso tragicamente la propria esistenza, ma anche perché, come cattolico, penso che se lo Spirito Santo mi invoglia e mi sprona a partecipare a quel rito, vuol dire che i conti di quegli uomini con la giustizia divina non sono affatto chiusi e che il Padre Eterno quasi sollecita il nostro aiuto affinché la "Sua" giustizia abbia un decorso diverso se non opposto a quello della giustizia o pseudo giustizia terrena che condannò e condanna tuttora inappellabilmente quelli che morirono "dalla parte sbagliata".
Celebra la Messa don Fabrizio, giovane parroco di Barrali. L'omelia è in genere breve e quasi scontata: la pietas cristiana per i caduti, l'invito a rifuggire dall'odio, l'amore che deve prevalere, ecc.
Ma, questa volta, don Fabrizio ci sorprende, anzi fornisce uno strumento che ci permette di proseguire la nostra santa battaglia coinvolgendo tutti, in primis noi, ma anche i nemici di quei caduti, con tutto il contorno di storici, pennivendoli, sociologi, "indignati" della prima e dell'ultima ora che, su quei morti ammazzati, campano disonorevolmente.
Il prelato ci parla infatti dell'ira, anzi "dell'ira giusta" cristiana, per intenderci quella che manifestò Gesù Cristo quando cacciò a male parole e con violenza i mercanti dal tempio, che noi non solo dobbiamo conservare, ma che dobbiamo anche manifestare a fronte di un'ingiustizia tutt'ora permanente che esige una riparazione quantomeno morale e che in ogni caso è utile, perché crea negli autori di tale ingiustizia il dubbio e l'imbarazzo, e pone a essi l'esigenza di rivedere il proprio atteggiamento e il proprio giudizio.
Tornato a casa, riprendo la lettura di un mensile cattolico al quale sono abbonato, "Il Timone". Tutto preso dal pezzo di Angela Pelliciari sul rapporto tra massoneria e fascismo, mi era sfuggito un articolo dal titolo "L'ira: vizio o virtù?", sottotitolo "reagire a un'ingiustizia è un'emozione in parte gestibile che può essere talvolta indice e causa di viziosità, ma a volte di virtuosità. Perché esprime una dimensione della totalità umana e rende più energici ed efficaci i nostri atti".
Il tutto, ovviamente, avvallato dal pensiero di San Tommaso. Ecco da dove don Fabrizio aveva attinto per la sua bella predica!
Ma com'è "Il Timone"? Avete presente "Famiglia Cristiana"? "Il Timone" è esattamente l'opposto!
Per capirci ancora meglio: è il giornale che fa venire l'orticaria ai catto-comunisti o ai cosiddetti cattolici-democratici. L'ha fondato Giampaolo Barra, figlio di genitori sardi, preso a calci nei denti dai suoi compagni del liceo di Saronno perché si rifiutava di essere comunista. Contrabbandiere di pubblicazioni cattoliche nei paesi dell'est, sentì la necessità, dieci anni fa, di fondare un giornale di apologetica cattolica, assente dal nostro paese dai tempi di Pio X. Apologetica, per "Il Timone", ha un significato ben preciso: consiste nella difesa della figura del Papa, della tradizione cattolica, della sua morale, e della sua storia, con prese di posizioni nette su questioni scottanti quali la rivoluzione francese, la persecuzione comunista, la resistenza come guerra civile, le foibe, il sessantotto, le crociate contro l'islam, Pio XII e gli ebrei, ecc.
Tra i collaboratori, oltre a scrittori cattolici quali Vittorio Messori e Rino Camellieri, anche validissimi intellettuali della destra: Marco Tangheroni e Alfredo Cattabiani (deceduti), Franco Cardini, Luciano Garibaldi, Andrea Tornielli e Stefano Lorenzetto, editorialisti de "Il Giornale".
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"Il Timone", mensile di informazione e formazione apologetica. Una copia € 4,50 - Arretrati € 5,00 - Abbonamento annuale (10 numeri) € 40,00 - Versamenti da effettuare sul seguenti cconti correnti intestati a "Edizioni Art s.r.l.":
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