Una preghiera al ministro La Russa
Basta con le edizioni anglosassoni, restituiteci i filmati Luce!
della Redazione
Siamo sommersi da pubblicazioni sulla Seconda guerra mondiale.
Molte le riviste mensili, anche di notevole pregio, come "Storia Militare" della Albertelli. Adesso ci si mettono anche i grandi editori, con libri e dvd.
Le librerie sono piene anche di riedizioni, quali la "Storia militare della seconda guerra mondiale" di Basil H. Liddell Hart (Mondadori) noto storico inglese che fu consulente di strategia dello Stato Maggiore imperiale britannico.
Poco obiettivo, Liddell Hart diede l'esempio a una miriade di storici britannici che per decenni ci hanno rovesciato addosso la "loro" visione della storia, di solito dipingendo le forze armate italiane prive di valore combattivo e male equipaggiate. Egli fa brevi cenni agli Italiani e, quando non ne può fare a meno, cita genericamente "le forze dell'Asse", pur di non nominare le grandi unità italiane Ariete, Centauro, Folgore, Trento, Littorio, Brescia, Pavia, Bologna, senza le quali l'italo-tedesco Afrika Korps non sarebbe mai stato quello che fu.
Da poco è in edicola "Le grandi battaglie della seconda guerra mondiale", della Rba Italia, curata da Ken Ford per la Osprey Publishing. Per descrivere la battaglia di El Alamein, Ford si è dovuto rivolgere all'Ufficio Storico dell'esercito italiano. Così abbiamo letto che il tanto disprezzato controcarro italiano da 47/32 aveva «maggior forza di penetrazione del cannone britannico di 2 libbre». Strano, sapevamo il contrario e non riuscivamo a spiegare il fatto che l'artiglieria reggimentale italiana in Africa fosse riuscita a distruggere molte centinaia di grossi carri inglesi, subendo a sua volta poche perdite.
Ford scrive poi che «il semovente italiano M75/18 aveva una potenza di fuoco superiore a quella di ogni altro veicolo corazzato da combattimento presente in Africa settentrionale». Guarda che roba!
Le case editrici italiane forse per convenienza economica pubblicano anche filmati di fonte angloamericana, come fa Panorama con i dvd della collana "Apocalypse". I video sono tutti a colori e l'edizione costa. Quando parlano dei sommergibili in Atlantico spiegano che i sommergibili tedeschi fecero strage di naviglio, proprio mentre scorrono le immagini di due sommergibili che insieme filano in mare. Uno è tedesco e l'altro è italiano, quest'ultimo individuabile per il caratteristico tagliareti della prua e per l'abbigliamento degli ufficiali in torretta. Questo però non viene detto: sono solo tedeschi.
Perciò vogliamo rivolgere una preghiera al ministro La Russa: per cortesia, Ignazio, scova i filmati dell'Istituto Luce, in bianco e nero non importa, e falli diffondere a prezzi modici. Non ne possiamo più delle edizioni anglosassoni!